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PAESAGGIO INTERIORE, mito e realtà
In questo lavoro ho cercato di mettere in luce la specificità onirica, spesso molto ben celata, della fotografia che avevo scattato.
Il risultato è un paesaggio idealizzato ma comunque riconoscibile, quasi a suggellare la natura terrena del sogno che ha guidato l’elaborazione successiva, un valore aggiunto per chi crede che il sogno sia più bello se è anche un po’ credibile, forse anche un po’ realizzabile. |
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Giochi d’acqua
Un viaggio attraverso e assieme all’acqua, esplorando tra sassi, ninfee, foglie di uno stagno di campagna alla ricerca inconscia delproprio io più nascosto.(vedere anche fotolibro) |

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Gente di montagna
Un escursus nella Valle di Primiero, profondamente legata alle tradizioni recenti ed
antiche. Personaggi autentici (Carmen, la Signora Giovanna e altri ) che ci invitano con
discrezione ad una visita di sapore profondamente familiare. |
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Stefano Baschierato,
Scultore
Tredici anni, gli ultimi dello Scultore scomparso nel 2000, racchiusi in una sintesi di 33
immagini che si snodano in un percorso che, dalla statua ricoperta da un telo nero, si
dipanano in sequenze che ne aiutano la lettura. (vedere anche fotolibro) |
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Ritratti.
Larte più affascinante, ma anche la più difficile alla quale nessun fotografo può
sottrarsi. Io ci ho provato, qualche volta. |
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Il lavoro dellUomo
Gli artigiani, la fonderia, il teatro. Foto emblematiche delle varie attività che
nobilitano luomo. Immagini che cercano di esprimere nel gesto racchiuso in un
centesimo di secondo labilità, la fatica, larte insita nel mestiere. |
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Frammenti di Viaggio
Nigeria, Singapore, Hong-Kong, Svezia, Norvegia, Polonia, Cina, Indonesia, ovvero: un
viandante, una pescivendola, un anonimo passante, una bimba che salta con la corda, un
pianista, gente sulla Grande Muraglia o in preghiera in una Moschea. Tutti a rappresentare
- molto dignitosamente - il Paese di appartenenza. |
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Il terremoto in Irpinia e
a Napoli (1980)
Un reportage realizzato nel gennaio 1981, a due mesi di distanza dal terribile cataclisma,
per non riprendere "macerie fumanti". Un dramma ancora vissuto
dalle persone e dal paesaggio circostante. Un viaggio fotografico non per
"rovistare", ma per tentare di capire. |
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La strage di Bologna
(1980)
La più breve sequenza possibile: due immagini realizzate rispettivamente a 5 e a 30
giorni dalla crudele tragedia. Una riflessione amara sul destino delluomo. |
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Il Terremoto in Umbria e
Marche (1997)
Come nel caso dellIrpinia, anche qui un reportage a mesi di distanza
dallaccaduto. Unumanità ferita, ma non domata. |
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Gli affreschi della Val
Noana
Persone in preghiera, paesaggi lunari, struzzi, delfini, lontre: tutto vero e tutto falso
allo stesso tempo. È limmaginario che prende il sopravvento. Sono gli affreschi
tracciati sulla "gunite" (il cemento che protegge le rocce friabili) in un
contesto in continua evoluzione: forse, tra qualche anno, quelle persone smetteranno di
pregare e... riposeranno per sempre. Le foto, però, resteranno. |

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