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Queste foto sono state realizzate nel luglio 2001, a Chia e dintorni e tra le dune di Porto Pino, nell’estremo sud dell’isola (CA).
In Sardegna sono stato più volte (ho ottimi amici a Sassari) e il mio piccolo archivio contiene immagini a colori (le spiagge, l’interno stupendo e ancora poco valorizzato, la Cavalcata Sarda di Sassari).
Ma quell’estate ho voluto cimentarmi con il bianco e nero: momenti di vita osservati in silenzio e, nell’ultima sequenza, quasi un dolce affogare nel mondo primigenio dei liberi gesti, che solo in una libera spiaggia l’uomo è in grado di esprimere e che il controluce ha così bene evocati.

SARDEGNA

Ti rapirò
tra onde sconosciute,
cavalieri senza nome
lanciati contro mulini a vento.
Ti adagerò
tra gli olivi sgraziati,
inginocchiati a pregare le loro esauste radici
e aspetterò il vento della sera
che è sospiro di terra
e risucchio di mare.

Al mattino
voci infantili si schianteranno
contro lo scoglio antico
che saprà di mare
anche quando muterà in spoglia falange
o gotica fiera
per il sublimare perenne
di questa terra
inquieta da sempre.

Schiuma di pianto
e coralli di felicità,
conviventi
come l’odio e l’amore
il viver breve e perpetuo dei pastori
le urla silenti del muto paesano.
Vizi ereditati
come le pietre del proprio orto,
téssere di un mosaico
tracciato e deciso
nei contorti labirinti
di un seducente altrove.

Toni Baruffaldi


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