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Paesaggio interiore, mito e realtà Dopo lunghi anni trascorsi a fotografare il paesaggio reale, cercando di interpretarlo al meglio con una ricerca accurata della composizione e delle situazioni meno scontate, ho rivolto la mia attenzione ad un paesaggio più rispondente alle mie nuove esigenze di rappresentazione visiva della realtà che ci circonda. Attraverso un’elaborazione parziale dell’immagine originale, ho cercato di mettere in luce la specificità onirica, spesso molto ben celata, della fotografia che avevo scattato.
Il risultato è un paesaggio idealizzato ma comunque
riconoscibile, quasi a suggellare la natura terrena
del sogno che ha guidato l’elaborazione successiva,
un valore aggiunto per chi crede che il sogno sia
più bello se è anche un po’ credibile,
forse anche un po’ realizzabile. Toni Baruffaldi
Prologo ai “Campos de Castilla”
Siamo vittime di un duplice miraggio.
Se guardiamo fuori e cerchiamo di
penetrar le cose, il nostro mondo esterno perde
in solidità e finisce per dissiparsi quando arriviamo
a credere che non esiste per se stesso ma per noi.
Ma se, convinti della sua intima realtà, guardiamo
dentro di noi, allora tutto ci sembra venir da fuori
e chi svanisce è il nostro mondo interiore con noi stessi.
Che fare allora?
Tessere il filo che esse [le cose] ci danno, sognare il nostro sogno,
vivere; solo così potremo operare il miracolo della creazione…
Antonio Machado
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